
Come lavoriamo nei laboratori
Un metodo esperienziale, progressivo e guidato
Raccontare la propria storia significa dare forma a ciò che siamo, comprendere il nostro percorso, rimettere ordine nei ricordi e dare nuovo senso alle esperienze. Secondo la prospettiva pedagogica di Bruner, le storie sono il modo con cui conosciamo il mondo. La narrazione di sé, in particolare, modella la percezione della realtà e orienta le nostre azioni.
Duccio Demetrio chiama questo processo “pensiero autobiografico”: un continuo lavoro di ricostruzione della propria identità attraverso memoria, riflessione e scrittura.
Duccio Demetrio chiama questo processo “pensiero autobiografico”: un continuo lavoro di ricostruzione della propria identità attraverso memoria, riflessione e scrittura.
Come funziona
Le aree su cui lavoriamo
I laboratori sono spazi dedicati alla conoscenza di sé attraverso la scrittura. Ogni percorso invita a fermarsi, ricordare e dare forma alla propria storia, trasformando la memoria in consapevolezza e dialogo.

Identità e memoria personale
Riflessione sulla propria identità narrativa nel suo divenire: come mi racconto, quali immagini di me riconosco, quali parti della mia storia hanno trovato parola e quali restano in ombra. La memoria non è intesa come semplice ricordo, ma come spazio di risignificazione dell’esperienza, in cui passato e presente entrano in dialogo.

Il rapporto con il tempo
Esplorazione del tempo biografico attraverso passaggi, snodi e discontinuità della propria storia: cambiamenti, scelte, fratture, ripartenze. Il lavoro autobiografico permette di rileggere il passato con consapevolezza, riconoscendo continuità e rotture e collocando gli eventi vissuti in una narrazione più ampia.

Proiezione verso il futuro
Apertura a un futuro possibile come progetto narrativo, non come obiettivo da raggiungere. Il futuro emerge dal racconto di sé come spazio di immaginazione e desiderio, in continuità con la propria storia personale, e si configura come naturale prosecuzione di un percorso di consapevolezza, senza forzature motivazionali.
La dimensione collettiva
Il potere del gruppo
La scrittura autobiografica in gruppo permette di:
Il gruppo non interpreta e non giudica: accoglie, risuona, accompagna.
LE FORME DEL RACCONTO
Narrazioni di sé
Il racconto autobiografico è un genere letterario che si esprime attraverso forme diverse, nate ed evolute nel tempo. Le definizioni e le interpretazioni di ciascun modello narrativo sono molteplici e in continua evoluzione.
L’Autobiografia
È la narrazione della propria vita scritta in prima persona, con l’intento di rievocare, ricostruire e attribuire senso a quanto vissuto. Segue generalmente un ordine cronologico, dalla nascita al momento della scrittura. Centrale è la verità dei fatti, il “cosa è successo?”, basata su eventi verificabili. Nel racconto emergono anche la dimensione sociale, culturale e storica in cui l’esperienza individuale si colloca.
Il Memoir
Appartiene all’ambito autobiografico ma se ne distingue per caratteristiche proprie. Non racconta l’intera vita dell’autore, ma si concentra su episodi, periodi o temi specifici: esperienze, relazioni, svolte significative, luoghi o oggetti. È una scrittura più riflessiva, in cui conta la memoria soggettiva. La verità è soprattutto emozionale e risponde alla domanda: “Cosa ha significato per me?”.
Il Diario
È una forma semplice e libera di scrittura autobiografica, affrontabile da diversi punti di vista. Registra, con continuità variabile, ciò che osserviamo di noi stessi e scegliamo di fissare. Può essere intimo, di viaggio, delle emozioni o della gratitudine. Offre la possibilità di integrare disegni, immagini e frammenti. Oggi si è evoluto anche in forma digitale, attraverso i blog.
L’Epistolario
Si basa su scambi di lettere, spesso tra due persone, che raccontano di sé e del proprio sentire. Questa forma di scrittura mette in dialogo le esperienze individuali e favorisce l’emersione del contesto sociale, culturale e storico dei protagonisti. L’identità si costruisce nel rapporto con l’altro, restituendo una narrazione condivisa dell’esperienza di vita.
I risultati del percorso
Ciò che rimane
dopo il laboratorio
Nel tempo, il lavoro autobiografico può lasciare:
Scrivere di sé non conclude un processo, ma apre uno spazio che può continuare a essere abitato, nel modo e nei tempi di ciascuno.
parliamone
Prima di iniziare,
parliamone
Il laboratorio è aperto a chi desidera prendersi questo tempo per sé, senza aspettative di una scrittura “giusta”, ma con la disponibilità all’ascolto e alla condivisione. Se vuoi capire meglio come lavoriamo, il senso dei laboratori e se questo approccio è adatto a te, scrivici.
